COLAP NEWSLETTER # 3-2014

24/06/2016
COLAP NEWSLETTER # 3-2014

 

 

 

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CoLAP Newsletter # 3-2014

Martedì, 08 Aprile 2014


CoLAP - Coordinamento Libere Associazioni Professionali

Via Gallonio, 18 – Roma – 00161

www.colap.it

In questo numero parliamo di:

 

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la Newsletter CoLAP !

Di cosa parliamo…

  • Una riflessione sul nuovo piano per il rilancio dell’economia
    illustrato dal Governo Renzi. La presidente del CoLAP Emiliana
    Alessandrucci, alla luce dei provvedimenti presentati, offre alcuni
    spunti critici, indicando proposte e interventi finalizzati al supporto e
    alla crescita del mondo delle professioni associative.
  • Un excursus sul tema della comunicazione digitale,
    dagli statici processi comunicativi ai tempi di Internet 1.0 al vero e
    proprio sviluppo della comunicazione multidirezionale nell’era del
    web 2.0, grazie all’evoluzione delle nuove tecnologie e ai nuovi
    approcci interattivi tra web e utenza.
  • Il Ministero dello Sviluppo Economico traccia un primo bilancio della legge 4/2013
    a un anno dalla sua attuazione, attraverso un’analisi approfondita
    degli aspetti positivi e delle criticità della legge e del ruolo
    ricoperto dal mondo delle associazioni professionali.
  • Tutela legale, grazie alla convenzione siglata tra il CoLAP e D.A.S., dedicata ai professionisti iscritti alle associazioni CoLAP.
  • Una scheda descrittiva sulla figura professionale del Consulente Coniugale e Familiare, dalle attività e competenze che la caratterizzano ai numeri presenti in Italia.

Vi invitiamo numerosi a registrarvi alla nostra newsletter sul sito www.colap.it nella sezione “Keep in Touch”.

Buona lettura!


Emiliana Alessandrucci

Il Job Act del CoLAP

di Emiliana Alessandrucci – Presidente CoLAP

 

 

Proposte
di innovazione del mercato del lavoro del CoLAP. Occorre
implementare, supportare far crescere le professioni associative e il
lavoro autonomo giovanile e femminile per dare una seria sferzata
all’occupazione.
PILLOLE DI RIFORMA:

 

 

 

 

 

 

 

FORMAZIONE:

 

OBIETTIVO: supportare la formazione del professionista come strumento di tutela dell’utenza ma anche di mantenimento dell’occupabilità
PROPOSTA: aprire accesso ai fondi interprofessionali e ripensare il sistema della formazione finanziata
MOTIVAZIONE e APPLICABILITA’:
attualmente i professionisti associativi sia essi liberi (afferenti
alla gestione separata dell’INPS), che imprenditori, che soci di
società o di cooperative non hanno diritto ad accedere ai fondi
interprofessionali per finanziare la loro formazione. Occorre
allargare l’acceso a tali fondi anche ai professionisti e non solo ai
loro dipendenti, sia destinando lo 0,30 anche per chi non è dipendente
sia trovando soluzioni alternative come hanno fatto altri fondi per
finanziare la formazione di lavoratori esentati dallo 0,30. Questo
provvedimento includerebbe anche i co co pro che oggi solo
marginalmente possono accedere a tale diritto e che sono invece sempre
più esposti all’obsolescenza delle competenze

 

 

FORMAZIONE E POLITICHE ATTIVE:

 

OBIETTIVO: orientare e formare nuovi professionisti alle professioni associative, per creare nuovi opportunità occupazionali
PROPOSTA:
rivedere i sistemi di formazione delle Regioni nella definizione dei
profili professionali per aprire assi di orientamento e formazione
anche alle professioni associative fino ad oggi fuori da ogni logica
di riplacement, di investimento, di creazione di nuovi posti di
lavoro.
MOTIVAZIONE e APPLICABILITA’:
promuovere percorsi formativi finalizzati alla formazione di nuovi
professionisti (alle professioni associative ). Soprattutto progetti
per la occupabilità giovanile e femminile (i tassi di
femminilizzazione in alcune delle nostre associazioni sono altissimi,
arrivano anche al 70%), avviare processi strutturati di
accompagnamento alla libera professione prendendo esempio anche da
progetti relativi alla autoimprenditoria.
Si potrebbero
avviare i percorsi di orientamento, formazione e tirocinio
coinvolgendo per la progettazione e il tirocinio direttamente le
associazioni e gli studi professionali e le società afferenti; studi
professionali e società professionali restano spesso fuori dai circuiti
di stage e tirocinio tradizionali!
Sarebbe importante
avviare anche all’interno dei percorsi di formazione obbligatori
legati alla Cassa integrazione in deroga percorsi professionalizzanti
finalizzati alla libera impresa o comunque alle professioni
associative (alte professionalità).

 

 

PREVIDENZA: revisione della GESTIONE SEPARATA INPS e facilitazioni per neo ingressi

 

OBIETTIVO: rivedere il sistema contributivo dei professionisti a partita iva afferenti la gestione separata dell’INPS
PROPOSTA:
formulare una proposta di revisione della gestione separata inps
almeno per i professionisti a partita iva esclusiva. Proporre sistemi
agevolati di contribuzioni per i giovani e le donne che entrano nella
gestione.
METODOLOGIA E APPLICABILITA’:
la legge di stabilità ha bloccato l’innalzamento contributi della
gestione separata dell’INPS per i professionisti a partita iva
esclusiva (fermando la legge Fornero che prevede un innalzamento della
stessa fino al 33% nel 2018); ma questo blocco non è sufficiente ( a
dicembre 2014 ci ritroveremo a discutere dello stesso problema)
occorre procedere con una riforma strutturale della Gestione Separata
INPS. L’atto di iniquità sociale a cui sono sottoposti i nostri
professionisti (che oggi pagano nonostante il blocco ben il 27% contro
il 7-14% delle casse previdenziali)è insostenibile e investe
completamente i principi di sviluppo della libera concorrenza; provoca
sommerso, scoraggia gli investimenti e la scelta professionale. La
gestione separata pur essendo l’unica cassa in attivo ( gli attuali
contributi sono maggiori delle prestazioni erogate, essendo una cassa
molto giovane ’96)sta perdendo non solo numero di contribuenti, ma
anche capitali versati. Molti professionisti mistificando parte della
loro condizione tentano di entrare nella cassa commercianti o di
trovare altri escamotage; l’escamotage non è per noi né una proposta
tantomeno una soluzione.
La nostra proposta
sarebbe quella di far uscire i professionisti a partita iva esclusiva
e creare una cassa ad hoc, o liberalizzare loro l’accesso alle casse
previdenziali degli ordini professionali.
Comprendendo le
ostilità riscontrate dalla direzione dell’INPS in tal senso si
potrebbe procedere equiparando il contributo previdenziale e le
prestazioni a quello del commercio.
L’abbassamento
dell’aliquota contributiva permetterebbe di recuperare molto sommerso e
di incentivare l’apertura di nuove partite iva e di nuove
professionalizzazioni.Proprio come
avviene nelle casse di Previdenza i neo iscritti hanno delle
facilitazioni contributive(esempi:inarcassa, cassa degli psicologi)
molto rilevanti nei primi anni di attività, tali riduzioni di
contributi possono incidere enormemente sulle proprie capacità di fare
reddito e investimento e incentivare l’avvio della professione.

 

 

MATERNITA’ E PATERNITA’

 

OBIETTIVO: allargare il diritto alla “partecipazione alla famiglia” alle donne e ai lavoratori atipici, liberi e imprenditori
PROPOSTA: rendere
flessibile il periodo di congedo e non fissarlo obbligatoriamente ad
1/ 2 mesi prima del parto e 3/ 4 mesi dopo. Allargamento del congedo
(in forma ridotta e solo post nascita) ai Padri.
MOTIVAZIONE E APPLICABILITA’:
la flessibilità del congedo per maternità va incontro alle richieste
di flessibilità della lavoratrice che potrebbe avere diverse esigenze
conciliative rispetto al lavoro tipico e dipendente e soprattutto non
la costringe ad interrompere una continuità lavorativa che potrebbe
essere legata al periodo e pertanto posticiparla vorrebbe dire perdere
il lavoro.
Nei lavori
flessibili è esclusa la partecipazione del padre al congedo e quindi
al tempo dedicato alla crescita del figlio tutto il lavoro familiare
grava sulla moglie e solo a lei viene offerta la sospensione
dell’attività.
Pertanto anche
all’uomo padre potrebbe essere offerta la sospensione professionale
retribuita per un periodo massimo di 2 mesi.
La proposta
potrebbe poi allargarsi e riguardare un prolungamento del periodo di
sospensione della coppia (come avviene nei paesi nordici)se almeno il
30 % della sospensione gravi sull’uomo.
(per esempio il
congedo post parto può arrivare a 7 mesi se il padre ne usufruisce di
almeno 2).

 

 

AGEVOLAZIONI FISCALI E FINANZIARIE PER I NUOVI INGRESSI

 

OBIETTIVO: incentivare il lavoro autonomo e la piccola imprenditoria
PROPOSTA: proporre
agevolazioni fiscali anche attraverso posticipazione dei pagamenti
tributi (agevolazioni finanziarie) per soggetti che accedono alla
nuova libera professione e alla piccola imprenditoria.
MOTIVAZIONE E APPLICABILITA’:
le agevolazioni fiscali sono spesso legate all’età; provvedimento che
per certi ambiti occupazionali non sempre è da considerarsi
vantaggioso; infatti oggi a seguito di riplacement, di spin off, di
mobilità e di precarizzazione del lavoro il lavoro autonomo o la
piccola imprenditoria diviene un progetto nella seconda parte
lavorativa di un professionista normalmente tra i 35/35 anni. Pertanto
il vincolo di agevolazione dovrebbe essere legato al fatto di
trovarsi alla prima esperienza. Ovvero le agevolazioni fiscali
dovrebbero essere previste per soggetti che si affacciano con progetti
nuovi alla libera professione e/o alla piccolo imprenditoria o auto
imprenditoria.
La questione dei
pagamenti dei tributi è una nota dolente per il professionista, perché
spesso (soprattutto se lavora per la PA o per le grandi imprese)si
trova a pagare le tasse su redditi ancora non percepiti e
l’anticipazione finanziaria diventa insostenibile, quindi si chiede la
dilazione del pagamento del fisco fino a fattura incassata.

 

 

STRUMENTI ANTI CRISI: Nuovo approccio agli ammortizzatori sociali

 

OBIETTIVO: trovare strumenti a sostegno del professionista in situazioni di crisi.
PROPOSTA:
accantonare un fondo (simile a quello della cassa integrazione
ordinaria/straordinaria) al fine di retribuire percentualmente i
liberi professionisti in crisi (come CIGO/S) attraverso l’approvazione
di piano di sviluppo, ripresa, conversione.
METODOLOGIA E APPLICABILITA’:
il professionista non chiede l’accesso alla cassa integrazione o alla
mobilità ma supporto a progetti di sviluppo, ripresa e conversione
che in tempo di crisi non riesce a finanziarsi da solo. Parte degli
altissimi contributi che versa potrebbero essere accantonati (come
avviene per i dipendenti che si finanziano la cigo)per fare un fondo che
supporti il professionista in caso di difficoltà e che finanzi
piccoli progetti di ripresa, senza gravare nelle economie del paese.

 

 

 


 

Dario Ciampoli - Consigliere Direttivo CoLAPLa comunicazione digitale e il web associativo 2.0

di Dario Ciampoli – Consigliere Direttivo CoLAP

Lavorando
all’organizzazione di un prossimo convegno, per il quale sono stato
invitato ad affrontare il tema della comunicazione digitale nell’era
del web 2.0, non posso fare a meno di analizzare un elemento che nel
passato, ai tempi di internet 1.0, ha rappresentato un vincolo reale e
spesso erroneamente gestito: il ROI (Return On Investment), riferito ai sistemi web e di comunicazione digitale.

Certo, fino a qualche anno fa il processo di comunicazione via web era assolutamente unidirezionale
ed i siti internet rappresentavano esclusivamente delle vetrine
digitali che esponevano “all’internauta” informazioni di contesto e/o
prodotti e servizi.

In
tale ambito, anche e non solo in realtà mediamente piccole e dalle
risorse limitate, quali le Associazioni professionali, in cui “era necessario apparire su internet”,
si palesavano diverse difficoltà nell’intravedere risultati tangibili
della specifica attività di comunicazione, al fine di ottenerne
successivamente un presunto vantaggio competitivo.
L’approccio pareva molto simile alla prenotazione di una “poltrona in
internet”, con particolare enfasi sull’apparire (cosa sei) piuttosto che
sull’essere (cosa fai).

In
questo scenario, internet è stato quasi sempre approcciato come un
puro canale di contatto orientato al marketing, i cui risultati erano
di difficile interpretazione, a causa di molteplici fattori, tra cui
il targeting dell’utenza, assai nuova ed articolata, nonché il ritorno
parziale ed indiretto in termini di gradimento dell’iniziativa, che
si concretizzava nella difficoltà di pianificare e quantificare un
Ritorno dell’Investimento stesso (ROI).

Fortunatamente,
con il passar del tempo e con l’avvento del web 2.0 le cose sono
radicalmente cambiate. Esso si riferisce alle tecnologie che permettono
ai dati di diventare indipendenti
dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati.
L’informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente
da un sito all’altro, spesso in modi che l’autore non aveva previsto o
inteso.

Il
Web 2.0 lascia ai dati una loro propria identità, che può essere
cambiata, modificata o integrata da chiunque per uno scopo preciso ed
una volta che i dati hanno un’identità (o una nuova identità), la rete
si sposta da un insieme di siti web ad una vera rete di portali in
grado di interagire ed elaborare le informazioni collettivamente (la
nuvola).

Dion
Hinchcliffe, esperto di fama mondiale di Information Technology,
business strategy e next-generation enterprises, scrive nel suo “Web
Services Journal” – E’ molto importante il valore del web 2.0:

  • Potenzia la lunga coda (Long Tail). Amazon ed eBay hanno usato quest’idea per costruire società che valgono miliardi su miliardi.
  • L’informazione in piccoli pezzi, slegati.
    Il monoblocco non esiste più, non è agile. Quello che si è costruito
    non si può aggregare, non si può distribuire valore sostenibile, né
    sopravvivere a lungo.
  • Self Service e Partecipazione.
    Incoraggiare questa visione permette di cogliere nuovi valori nelle
    applicazioni di web 2.0, 24 ore su 24. Esempi: tagging, ranking,
    trackback e reputazioni.
  • Decentralizzazione dell’Informazione
  • Integrazione e Riutilizzo.
    Le funzioni del web 2.0 possono essere riutilizzate, integrate,
    aggregate, ricercate ed il valore che ne risulta può essere nuovamente
    reintegrato in una eventuale nuova applicazione.

Dunque, negli ultimi anni abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo un repentino ed entusiasmante cambio generazionale,
mediante il passaggio al web 2.0, affrancandoci quindi da un ottica
di ROI (Return On Investment) ed approdando quindi all’analisi sul
ritorno, in termini di “payback”, del coinvolgimento degli individui (ROI – Return On Involvment).

“Return on Involvement”,
parole che stimolano particolarmente l’interesse di coloro che hanno
il desiderio di individuare eventuali punti di contatto tra la
gestione (management) e le tecnologie a supporto, che si tratti di
Associazione professionale o di azienda.

“Return on Involvement”,
una locuzione che esprime un preciso significato e costituisce
un’entità lessicale autonoma, che cela dietro di se concetti assai
“preziosi” quali: partecipazione, coinvolgimento, impegno.
Eccole, sono proprio loro le
parole magiche alla base del “punto di contatto” e sono proprio loro
che in questi ultimi anni hanno segnato una svolta epocale nel mondo
della comunicazione, con l’aiuto e l’evoluzione delle nuove
tecnologie.

Esse costituiscono, a differenza di quanto accadeva in passato, elementi bidirezionali che impegnano entrambi gli attori coinvolti nel processo comunicativo: l’Associazione ed il Professionista;
la prima mediante un’immediata risposta al riscontro del servizio
offerto ed il secondo mediante contributi fattivi, concreti e tangibili.

Le Associazioni professionali che sapranno mettersi in discussione mediante una rivisitazione della propria organizzazione,
dei propri processi e delle procedure a supporto, proponendo un uso
intelligente della tecnologia, intesa come elemento abilitante al
proprio “business”, nonché i Professionisti che si adopereranno all’utilizzo quotidiano delle nuove metodologie
e dello “strumento tecnologico” partecipando attivamente al processo di
comunicazione multidirezionale, potranno trarre il massimo beneficio
da questa immensa rivoluzione culturale.

Dunque, tutto ciò si renderà disponibile esclusivamente se le Associazioni Professionali ed i Professionisti 2.0 avranno il “coraggio” di modificare e sviluppare il proprio approccio alla comunicazione, mediante un uso quotidiano dei nuovi canali di contatto, facendo leva sulla forza del cambiamento.

 

Valery Nikolaevic Brumel
Olimpiadi di Tokyo del ’64
2,18m
Richard Douglas Fosbury
Olimpiadi di Città del Messico del ‘68
2,24m

 

 

Stay Connected !


Ministero dello Sviluppo EconomicoUn Anno è trascorso: Un primo bilancio per la Legge 4/2013

di
Emilio Rossillo – Dirigente Div. XVII (Qualità dei prodotti e dei
servizi) – D.G. Mercato, Concorrenza, Consumatore, Vigilanza e Normativa
Tecnica – Ministero Sviluppo Economico

Il 12 febbraio 2014 è
trascorso il primo anno dall’entrata in vigore della legge 14 gennaio
2013, n. 4, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio
2013.
E’ ormai possibile
cominciare a tracciare, sia pure con qualche approssimazione, un primo
bilancio della sua attuazione, che ha visto coinvolti, oltre al
Ministero dello Sviluppo Economico, l’UNI, e ACCREDIA, oltre
ovviamente al mondo delle associazioni professionali e dei singoli
professionisti, con un ruolo secondario, ma non marginale, del
Ministero della Salute.

Come,
in un bilancio d’impresa, è necessario contrapporre i ricavi e i
costi, in questo caso bisogna confrontare gli aspetti positivi e
negativi della legge. Senza togliere nulla all’importanza delle norme
tecniche e della relativa certificazione, in questa sede pare
opportuno concentrarsi sul ruolo delle associazioni e dell’elenco
tenuto dal MiSE (Ministero Sviluppo Economico), ai sensi dell’art.2,
comma 7, della legge 4.

Tra
gli aspetti positivi possiamo senz’altro citare l’interesse
manifestato dal mondo dei professionisti e dal mercato, con un
notevole protagonismo da parte delle associazioni: non solo di quelle
già esistenti e organizzate, riunite in buona parte nel CoLAP ed in
minor misura in altre “forme aggregative” (come la legge le denomina
all’art.3), ma anche delle numerose associazioni che si sono costituite
nel corso di quest’anno, sull’onda della nuova legge, sia per settori
professionali ormai consolidati che per nuove attività di servizi.
Spesso gli uffici ministeriali sono stati coinvolti da richieste di
informazioni e di assistenza per la formazione di nuove associazioni o
per verificare se le associazioni esistenti rientrassero o meno nel
campo di applicazione della legge, come pure da richieste di singoli
professionisti in ordine all’applicazione della legge, soprattutto nei
primi giorni dalla sua entrata in vigore. Bisogna dire, peraltro, che
la pubblicazione sul sito web, in tempi rapidi (praticamente nei
giorni di entrata in vigore della legge), delle istruzioni per
l’entrata nell’elenco e di una prima scheda illustrativa sulla legge,
hanno ridotto di molto l’incertezza. Tuttavia, alcuni dubbi sono
rimasti, come dimostra il numero dei quesiti rivolti al MiSE anche nei
mesi successivi, anche a causa di un atteggiamento non sempre
corretto della stampa e dei “media” (su questo si dirà più avanti).

Tale
interesse è stato condiviso anche dal mondo politico e giornalistico,
come dimostra l’elevato numero di convegni ed eventi tenutisi in
tutta Italia, sia a cura delle singole associazioni che delle loro
forme aggregative: ad esempio l’evento “F.A.R.E. Professionisti” del
12 dicembre 2013, organizzato dal CoLAP, a cui ha partecipato il
Ministero dello Sviluppo Economico nella persona del Direttore
generale competente, dr. Vecchio. A molti di questi eventi hanno
partecipato esponenti del mondo politico, a cominciare dai
parlamentari che si erano impegnati per l’approvazione della legge 4,
ma senza escludere forze politiche di recente formazione.

Tale
interesse si è ovviamente manifestato anche nella presentazione delle
dichiarazioni delle associazioni per l’inserimento nell’elenco del
MiSE. Per entrare nello specifico, alla data dell’11 febbraio 2014,
primo anno di attuazione della legge, i dati erano così riassumibili
(cfr. slide 1): a fronte di 117 associazioni richiedenti, ne sono
state inserite 39, di cui la maggior parte rientranti nella seconda
sezione, riservata alle associazioni che intendono autorizzare i
propri soci ad utilizzare l’attestazione di iscrizione quale marchio o
attestato di qualità dei servizi prestati, come previsto anche dalla
direttiva europea sui servizi.

Per
valutare questi dati bisogna tenere presente che, secondo dati
forniti il 27 novembre 2013 in un seminario presso il CNEL, a quella
data erano state presentate in tutto 106 richieste per entrare
nell’elenco tenuto presso il Ministero della Giustizia ai sensi del
D.Lgs. 206/2007; per la precisione, a quella data le associazioni
inserite nell’elenco erano solo 29, poi salite a 44 alla data dell’11
febbraio 2014. Sebbene siano diversi i requisiti richiesti, va
comunque notato che in un anno di attuazione è stato superato il
numero delle richieste pervenute al Min. Giustizia in circa sei anni.
Per la cronaca, alla data del 14 marzo 2014 il numero delle
associazioni richiedenti è salito a 126, di cui 43 inserite
nell’elenco ministeriale.

Un
altro lato positivo, se è permesso sottolinearlo, è la semplicità e
la gratuità delle modalità di dichiarazione, condotte in genere in via
informatica e gestite dal Ministero in modo sostanzialmente
informale, con prevalenza dei contatti e-mail e telefonici, con
maggiore soddisfazione dell’utenza.
Dall’altro lato, oltre alle
luci bisogna sottolineare anche le ombre. Al primo posto si può notare
una certa ambiguità di alcuni commi della legge, ad esempio che,
specie nella definizione delle attività escluse dal suo campo di
applicazione, lascia margini eccessivi all’interprete. Questo si è
ripercosso sulla trattazione delle dichiarazioni presentate al
Ministero, chiamato ad un compito delicato (e talvolta improbo) di
interpretazione della legge.

Il
punto più delicato è senz’altro quello relativo alle professioni
sanitarie, dato che su iniziativa del Ministero della Salute, la
Conferenza Stato-Regioni ha sancito nel mese di febbraio 2013 un accordo
che ne delimita in qualche modo il campo, demandando tuttavia al
Consiglio Superiore di Sanità l’individuazione delle attività rientranti
in tale definizione. Tale iniziativa, peraltro poco nota al pubblico,
ha causato grossi dubbi interpretativi, purtroppo non risolti.
Comunque, dopo una fase iniziale di incertezza, i due Ministeri hanno
sviluppato forme di collaborazione che dovrebbero portare ad un
chiarimento in materia, si spera definitivo.

Altro
punto dubbio relativo all’ambito di applicazione riguarda il concetto
di attività riservate per legge ai soggetti iscritti in albi o
elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile. Dato che questo
articolo rimanda a sua volta alla legge, si è ritenuto che tale
esclusione non riguardasse solo gli ordini e collegi propriamente
detti, ma tutte quelle attività per cui una legge prevedesse requisiti
obbligatori e la previsione di una pubblica autorità che verificasse
in qualche modo il rispetto. Tuttavia, questa interpretazione non è
priva di “zone grigie” sulle quali si crea talvolta un contraddittorio
con le associazioni, peraltro mai sfociato in contenzioso legale.

Altro
punto non sempre positivo è la scarsa comprensione della legge da
parte di alcune associazioni, che porta a fare confusione fra le
attività di competenza dell’associazione e quelle invece riservate ad
altri soggetti: un esempio è l’uso non corretto di termini relativi
alla certificazione o all’accreditamento. Sugli errori più comuni, si
rimanda alle slide pubblicate in seguito (cfr. slide 2-5).

Per
concludere, un cenno al ruolo dei “media”. Se da un lato essi hanno
contribuito ad accrescere l’interesse del pubblico per la legge e per
il mondo delle nuove professioni, talvolta alcuni argomenti sono stati
trattati con superficialità ed approssimazione. Il problema,
peraltro, non riguarda solo questo settore.

Slides di Approfondimento


 

DAS Difesa LegaleAssociazioni CoLAP tutelate con D.A.S.

a cura di D.A.S. Tutela Legale

CoLAP, da sempre attenta alle esigenze delle proprie associazioni iscritte, ricorda a tutti gli aderenti la convenzione siglata con D.A.S. SpA, che offre una copertura di tutela legale a condizioni assolutamente vantaggiose.
L’accordo con D.A.S. prevede due tipi di polizze, che tutelano in particolare:

  • l’associazione,
    che può scegliere di assicurare il Presidente e gli altri membri del
    Consiglio direttivo o di estendere la copertura anche a dirigenti e
    dipendenti;
  • il singolo professionista,
    che può personalizzare la copertura sulla base delle specifiche
    esigenze della propria attività. Le garanzie previste operano a favore
    del Contraente e delle persone che collaborano con lui nell’attività
    professionale, vale a dire i soggetti iscritti nel Libro Unico del
    Lavoro, i familiari, gli affini, i praticanti e gli stagisti.

La polizza garantisce nello specifico:

  • assistenza legale nel caso in cui le persone assicurate siano sottoposte a procedimento penale per delitto colposo o per contravvenzione o per delitto doloso,
    purché vengano prosciolte o assolte con decisione passata in
    giudicato. Sono compresi i procedimenti penali per delitto doloso
    derivanti da violazioni in materia fiscale ed amministrativa;
  • assistenza legale nel caso in cui le persone assicurate debbano sostenere controversie relative a danni extracontrattuali subiti a persone e/o a cose per fatto illecito di terzi;
  • assistenza legale nel caso in cui le persone assicurate debbano sostenere controversie relative a richieste di risarcimento di danni extracontrattuali avanzate da terzi,
    in conseguenza di un loro presunto comportamento illecito. Tale
    garanzia opera soltanto nel caso in cui il caso assicurativo sia coperto
    da un’apposita assicurazione di Responsabilità Civile e ad
    integrazione e dopo esaurimento di ciò che è dovuto da detta
    assicurazione;
  • assistenza legale per la tutela dei diritti delle persone assicurate nel caso in cui debbano presentare opposizione avanti l’Autorità competente avverso una sanzione amministrativa di natura pecuniaria
    e/o non pecuniaria. Tale garanzia si attiva nei casi di irregolarità
    riscontrate nell’ambito della normativa vigente, ad esempio in materia
    di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n.
    81/2008), (in materia); in tema di tutela delle persone e di altri
    soggetti rispetto al trattamento dei dati personali (D.Lgs. n.
    196/2003); in materia di Responsabilità amministrativa delle persone
    giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di
    personalità giuridica (D. Lgs. n. 231/2001).
  • assistenza legale nel caso di contestazioni da parte del proprio Ordine Professionale/Autority,
    con avvio di procedimento disciplinare a proprio carico. La tutela
    vale anche per l’impugnazione del provvedimento sanzionatorio davanti
    al Giudice Ordinario di primo grado;
  • consulenza legale telefonica
    tramite numero verde, per avere un primo confronto diretto con un
    Professionista esperto nell’ambito delle materie in copertura. Potersi
    avvalere di un Avvocato per comprendere i propri diritti e doveri di
    fronte ad una situazione di natura legale che ci si trova a dover
    affrontare, è fondamentale per prevenire eventuali contenziosi o per
    risolverli al meglio.
    Le garanzie riguardano i
    casi assicurativi che insorgano e debbano essere processualmente
    trattati ed eseguiti:
    • in tutti gli Stati d’Europa (nelle ipotesi di danni extracontrattuali o di procedimento penale);
    • in Italia, Città del Vaticano e Repubblica di San Marino (nell’ipotesi di Opposizione alle Sanzioni Amministrative e per i servizi di Consulenza Legale, tramite numero verde).

Con questo accordo CoLAP
ha ritenuto di offrire alle proprie associazioni e ai loro iscritti
l’opportunità di lavorare sereni, garantendo un supporto concreto a
coloro che rischiano tutti i giorni di essere ingiustamente accusati
di abuso di professione. E’ possibile estendere le garanzie anche
all’ambito contrattuale e alle vertenze con i clienti, compreso il
recupero crediti.
Per richiedere un incontro con un referente di D.A.S. al fine di comprendere meglio i contenuti dell’iniziativa contattare lo 045/8378901 o scrivere a servclienti@das.it

CHI E’ DAS

D.A.S. è l’organizzazione
internazionale numero uno al mondo nel ramo assicurativo della tutela
legale, presente in 18 paesi con 13 milioni di clienti e 1.218 milioni
di raccolta premi.
D.A.S. Italia
è stata fondata nel 1959, ad oggi annovera 340.000 clienti, oltre
40.000 sinistri gestiti ogni anno e una rete di vendita di 1.550
intermediari. Nel 2012 è tornata ad essere la Compagnia leader sul
territorio nazionale tra le specializzate nella tutela legale.


 

Parliamo di… nuove professioni

Il Professionista: Consulente Coniugale e Familiare

  • Attività professionale:
    La consulenza familiare si qualifica come una relazione socio-educativa
    che mira a fare della persona, della coppia e della famiglia, le
    protagoniste del superamento delle proprie difficoltà, instaurando un
    rapporto di fiducia e di collaborazione, affinché, con le proprie
    risorse, superino il momento di disagio, nel “qui e ora” ed all’interno
    del ciclo di vita della famiglia.
  • Competenze:
    Il Consulente Familiare è il professionista che attua percorsi
    socio-educativi centrati su comportamenti e tecniche di accoglienza,
    empatia ed ascolto, che valorizzino la persona nella sua totalità. Si
    occupa dell’intero ciclo di vita della famiglia e agevola i singoli, la
    coppia e il nucleo familiare a mobilitare, nelle situazioni critiche,
    le risorse interne ed esterne per le soluzioni possibili.
  • Numeri in Italia:
    I Consulenti Familiari sono nati nel 1948 come operatori nei Consultori
    familiari privati, si sono organizzati in Associazione nel 1977, e
    attualmente sono diffusi in tutte le regioni, presenti in Enti pubblici e
    privati, e in libera professione.
  • Associazioni CoLAP di riferimento: A.I.C.C. e F. – Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari – www.aiccef.it

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